
Il Quotidiano "The Washington Times ha pubblicato
una relazione della Commissione di Helsinki U. S. sulla condizione delle chiese
nella parte settentrionale di Cipro occupata. Secondo il quotidiano circa 500
chiese ortodosse nei territori occupati dal 1974, da parte turca di tutta l'isola
sono state distrutte o ridotte in una condizione di desolazione.
Dalle chiese nei territori occupati sono state scomparse circa quindici mila icone. Migliaia di icone, affreschi, mosaici, sculture e utensili liturgici appartenenti alle chiese ortodosse son apparse in asta in diversi paesi dell’ 'Europa occidentale. I Turchi hanno trasformato ventotto chiese in caserme, ospedali o magazzini, tredici chiese in granai e altre settantasette in moschee.
Dal monastro di Antifonietis, risalente dal’era dell'Impero Bizantino, tutte le icone e gli affreschi sono stati venduti ai distributori e ai rivenditori di arte bizantina. La chiesa del monastero di San Anastasio è stata trasformata in un albergo casinò, e nel cortile del monastero costruita una grande piscina.
Il 20 luglio 1974 l’invasione dalle truppe turche occupato 1 / 3 da parte di Cipro. Nel 1983 avviene la proclamazione della Repubblica turca di Cipro del Nord, compresa la capitale Nicosia, che è stata riconosciuta solo dalla Turchia. Nel territorio occupato si trovano 20 000 chiese della Chiesa ortodossa di Cipro.
Da un articolo di Stefan Dmitruk / 13/08/2009
Vedi anche il nostro servizio: Cipro occupata cristianità cancellata