IL BEATO GIORGIO
Chazi Ghiorghis

Monaco del Monte Athos


Scritto da Padre Paisio

Edito con la benedizione di S.Em.za Rev.ma il Metropolita Gennadios, Arcivescovo ortodosso d'Italia e Malta


 

I posteri hanno, sempre, il sacro dovere di raccontare per iscritto le divine gesta dei Santi Padri della loro epoca ed il combattimento spirituale che condussero con filotimo per avvicinarsi a Dio. Naturalmente, scrivere sui nostri santi è anche vantaggioso poiché, in tal modo, ci ricordiamo di loro e ci entusiasmiamo nel volerli imitare. I santi, allora, si commuovono maggiormente e ci vengono in aiuto per giungere anche noi là dove si trovano loro.
Se dobbiamo, dunque, parlare delle virtù delle anime giuste (i nostri Santi Padri), e scrivere su di loro, a maggior ragione non dobbiamo dimenticare o far passare sotto silenzio quelle anime giuste, ma anche molto ingiuriate, i Padri nostri, che, poveri uomini che siamo, abbiamo afflitto con persecuzioni e deportazioni per le nostre debolezze umane, gelosie ed invidie!
Se gli ingiusti si pentono sinceramente, saranno salvati anche loro. Mentre coloro che hanno subito l’ingiustizia non solamente sono salvati, ma sono anche ricompensati. Essi sono i figli più amati da Dio! “Il Signore ama i giusti” . La Sacra Scrittura loda continuamente le anime dei giusti ed afferma che le loro preghiere sono esaudite. “ La supplica fervente del giusto è molto efficace” .
Tra i Padri della nostra Chiesa che hanno subito ingiustizie si trova anche il beatissimo monaco Giorgio, Chazi Ghiorghis, un nuovo santo della nostra epoca, del quale possiamo affermare che è, per i nostri tempi, un gran santo!
Il Gheron si è fatto monaco! “Grande asceta e grande digiunatore” così di lui si sente dire. Ha lasciato il suo nome a chi pratica il digiuno intenso. Infatti di questi si dice: "Costui è un Chazi Ghiorghis”.
Arrivato alla Santa Montagna, mi sono messo a percorrere il giardino della Panaghia, come fanno abitualmente i principianti, per trovare quei fiori pieni di fragranza della Panaghia , quei santi Gheron, ed estrarre da loro un poco di polline spirituale. Li ho sentiti tutti parlare di Chazi Ghiorghis con grande rispetto e profonda ammirazione.

Tutto ciò che ho inteso me lo ha fatto ammirare ancora di più e mi sono maggiormente interessato a lui. Sono allora entrato in contatto con i suoi “discendenti” (cioè i discepoli dei suoi discepoli), così come con i suoi compatrioti della Capadocia, come il Padre Stefano del santo Monastero di Esfigmenu, il Gheron Basilio di Karakalu, Padre Serafim l’iconografo, ed altri provenienti dai villaggi vicini alla sua terra natale.
Annotavo nella mia memoria ciò che allora appresi, con il fine di ricavarne un profitto spirituale. Ora però è necessario scriverle in un quaderno affinché altre anime ne possano approfittare anche esse. Alcuni russi devoti mi hanno fornito moltissimo materiale, poiché avevano scritto non solamente su Chazi Ghiorghis ma anche sul suo Gheron e perfino sul suo “nonno” spirituale, il Gheron Auxenio. L’esicasta russo, il Padre Antonio di Karoulia, mi ha donato, anche lui, molti altri numerosissimi elementi.
Tutto ciò che si potrà scrivere su di lui sarà certamente ben poco per questo grande monaco che fu Chazi Ghiorghis!

Che la sua benedizione scenda su di noi!

Monaco Paisio

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